Australia: Part 5 - Uluru Kata Tjuta National Park

by - 11:00

Il volo da Adelaide ci porta prima a Alice Springs e, dopo un'oretta di attesa e un toast da dimenticare, ad Ayers Rock. Dal finestrino la vista è sul vasto e spettacolare deserto australiano. Ho davvero invidiato quelli che gironzolavano con i 4x4.


L'aeroporto di Ayers Rock è davvero piccolo, più piccolo di quello di Alghero (io confronto gli aeroporti piccoli con Alghero, che vi devo dire), l'addetta ai check in è la stessa che con le bandierine in pista e, immagino, abbia altri cento ruoli.

Recuperiamo l'auto alla Hertz e, dopo pochi chilometri, eccoci a Yulara.
Non c'è molta scelta per il soggiorno: c'è l'Ayers Rock resort (4 hotel, 1 ostello e 1 campeggio), ovviamente carissimo. Abbiamo scelto l'hotel più economico (abbiamo evitato l'ostello e il campeggio perché poracci si, ma pur sempre in viaggio di nozze) e, dalle recensioni di tripadvisor, pensavo molto peggio, invece è dignitoso.

Tra l'altroi al Bough House Restaurant ho mangiato il miglior Barramundi del viaggio. Si, il pesce migliore l'ho mangiato in mezzo al deserto.

Dopo il check-in entriamo subito parco (il biglietto per 3 giorni costa 25$), facciamo un primo giro del rock e ci fermiamo ad ammirare il tramonto in uno dei punti panoramici. Di quanto mi abbia emozionato il luogo ho già parlato qui, ma credo sia impossibile  descriverne la bellezza. Dicono sia pieno di energia, io posso solo confermare.


La mattina dopo la partenza è all'alba, direzione Kata Tjuta.


Noi scegliamo il Valley of the Wind walk che è il percorso più lungo (sono circa 8Km) che si può fare. Qui non ti limiti a vedere la roccia da un percorso esterno, qui il percorso è "nella" roccia.


Il cielo è di una tonalità di azzurro mai visto e, ogni tanto, si aprono dei punti panoramici che ti mettono in pace con il mondo.


Bisogna portarsi l'acqua, tanta acqua, e munirsi di "retina" (qualche dollaro al supermarket del resort) se, appena si alza il sole, non si vuole essere mangiati dalle mosche. E c'è vento, tanto vento.
Il percorso non è per tutti: fa caldo, ci sono salite, un paio di punti un pochino più impegnativi e, di sicuro, non va fatto in ciabatte.

La retina (sul mento che sul collo mi dava fastidio) e il vento.

In attesa di un altro incredibile tramonto ci rilassiamo in piscina e, dopo aver visto il firmamento in tutto il suo splendore, andiamo a letto presto che ci aspetta un'altra levataccia per il giro di Uluru.

Stavolta il percorso è il Walk Around Uluru, un percorso su sentiero pianeggiante di circa 10Km intorno al rock più famoso.


Le regole sono semplici:
- non si sale sul rock;
- non si fanno foto dove non si può (ci sono parti in cui si può e parti in cui no, mi pare semplice).
Eppure pare che non tutti riescano a rispettarle e qualche morto nel tentativo di scalata per ci scappi ogni anno...

Il percorso è molto semplice, meno spettacolare rispetto a Kata Tjuta, ma anche qui non abbiamo incontrato quasi nessuno, in compenso abbiamo sentito abbaiare. Un abbaiare che si avvicinava...fortunatamente nessun Dingoes o cane selvatico (io me la sarei fatta addosso), è arrivato da noi. Però capita. Ecco un video:


Non che non abbiamo incontrato simpatici animaletti eh.





E con un tuffo in piscina finisce anche la nostra avventura in mezzo al deserto, è ora di prendere un altro aereo, direzione foresta pluviale e la grande barriera corallina.

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8 commenti

  1. ho presente l'aereoporto di Alghero !

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    1. L'aeroporto di Alghero, rispetto a quello di Ayers Rock, potrebbe esere il JFK..

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  2. Ecco quei rettili mi inquietano un poco 😂 più dei cani selvatici!😂 Comunque bel reportage!😍

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    1. a me spaventavano più i dingoes...
      L'alba, nessuno in giro, l'abbaiare/ululare che si avvicinava...

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  3. Vabbè, io dai tuo post dell'australia ho capito solo una cosa......devo assolutamente andarci prima o poi!!!!

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