25 aprile 2018 - ore 20.54

by - 15:12

"Close your eyes
Close your eyes and relax
Think of nothing tonight"
 
 
Per quanto cerchino di renderli carini, gli hospice, sono posti che sanno di morte.
Gli mettono un bel parco, magari anche il bar, ma se varchi quella porta sai che qualcuno ti sta per salutare. Ed è terribile.

Mio suocero, 6 mesi fa, era a casa mia ad aggiustare una tapparella ed ora é qui, sdraiato in un letto, senza nemmeno la forza di parlare.

Ho pianto due giorni quando, un paio di settimane fa, ci han detto che non c'era più nulla da fare. Leggere il referto dell'ospedale è forse peggio, una condanna a morte scritta in due pagine. Mezza, se togliamo l'elenco delle terapie.

Quando l'han portato qui, ieri, ho pensato che sarebbe migliorato. Non so perché, forse per quel mezzo scatolino di gelato o per una sorta di speranza che nemmeno sapevo di avere. Poi l'ho visto.
Ogni giorno è peggio del precedente, ogni giorno sappiamo che potrebbe essere l'ultimo.

Mio marito ha in macchina uno zaino con un cambio, per le emergenze. So che uno di questi giorni accuserà il colpo e mi si spezza il cuore al solo pensare cosa significhi, per lui, vedere suo padre spegnersi giorno per giorno.
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Questa nota l'ho scritta seduta sulla poltrona della stanza 13 di un hospice della provincia di Bergamo il 25 aprile alle ore 20.54.
Ricordo che stavo continuando a scrivere, forse ho anche aggiunto qualcosa,  ma poi l'ho cancellato, ho pensato "non posso scrivere questa cosa".
Credo che in fondo sapessi che non ci sarebbero più state altre sere.
Credo che in fondo, quando ha chiamato "mamma", io abbia dato ragione a mia suocera, quando dice che, in quel momento, qualcuno viene a prenderci. 

 

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8 commenti

  1. Non so che dire...
    Innanzitutto condoglianze a casa.
    Mi concentro sul finale, che forse è la cosa più di speranza.
    Qualcuno viene a prenderci, magari è vero. Speriamo sia vero :)

    Moz-

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    1. Lo spero anche io.
      Che significa dare ragione a mia suocera, ma io sono una brava nuora.
      Scherzi a parte, concordo con te, da speranza.

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  2. Ho vissuto la stessa cosa con mio padre... neanche sei mesi da una "partita a carte" dove si è rotto la clavicola... la speranza ... l'attesa... il ricovero... il trasferimento... e poi l'ultimo giorno dove non era già più vigile... non so se abbia detto qualche parola... era notte e mi hanno chiamato a casa... mi spiace tanto per tuo suocero... e credo davvero che "qualcuno" ci verrà a prendere ... ti lascio lo stesso un sorriso, di saluto, perché bisogna sempre guardare avanti

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  3. Mi unisco al pensiero di Miki, lo spero davvero :)

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  4. mi dispiace che il tuo ritorno alla scrittura coincida con questa brutta notizia.... un abbraccio

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